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La custode delle Acque

  • 13 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Trilogia del lasciar andare – laboratorio di drammaterapia al femminile


“L’acqua insegna senza parole: nasce, scorre, si trasforma. Non trattiene nulla, e proprio per questo contiene tutto.”



La Custode delle Acque è un percorso di drammaterapia rivolto a donne che desiderano esplorare il tema del "lasciar andare" attraverso il corpo, la voce, l’immaginazione e il simbolo.


L’acqua diventa guida e archetipo: elemento primordiale, mutevole, capace di accogliere e trasformare. In questa trilogia, ogni incontro rappresenta un insegnamento diverso dell’acqua, un passaggio interiore, un gesto simbolico di trasformazione.

Il percorso si articola in tre tappe, come tre movimenti di un unico processo:


1. Acqua sorgiva – Nascita

La sorgente è l’inizio, il punto in cui l’acqua emerge dalla terra. In questo primo incontro si esplora il contatto con ciò che nasce: desideri, intuizioni, parti di sé ancora silenziose. Attraverso pratiche espressive e teatrali, le partecipanti sono accompagnate a riconnettersi con la propria origine simbolica, con la spontaneità e con la possibilità di “venire alla luce” in modo nuovo.


2. Acqua che scorre

L’acqua in movimento insegna la fluidità, l’adattamento, la fiducia nel processo. Qui il lavoro si concentra sul lasciar fluire: emozioni, tensioni, narrazioni personali. La drammaterapia diventa spazio di attraversamento, in cui si sperimenta il passaggio, il cambiamento, il non controllo. Scorrere significa anche incontrare ostacoli e imparare a trasformarli.


3. Acqua passata

L’acqua che è passata porta memoria: pioggia, lacrime, mare. In questo incontro si entra in relazione con ciò che è stato, con le tracce lasciate dalle esperienze. Il lavoro invita a rielaborare, salutare, onorare. Lasciar andare non è dimenticare, ma trasformare il legame con il passato, affinché possa diventare risorsa e non peso.

Questo percorso non richiede esperienza teatrale: è uno spazio protetto in cui il linguaggio simbolico e corporeo permette di accedere a parti profonde di sé, oltre le parole.


La Custode delle Acque è un invito a ritrovare la propria capacità di fluire, di trasformarsi e di lasciar andare, seguendo la saggezza di un elemento che da sempre accompagna la vita.

 
 
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