Erika
Redaelli
Sono una drammaterapeuta S.P.I.D. (Società Professionale Italiana Drammaterapia), formata presso il Centro Arti Terapie di Lecco. Il mio percorso nasce dall’unione di due cammini professionali distinti: quello di Educatrice Professionale e quello di Attrice, Drammaturga e Regista teatrale.
Dopo anni di esperienza sia in ambito sociale sia in ambito teatrale, ho ritrovato nella drammaterapia una metodologia di accompagnamento efficace e completa, capace di unire le mie competenze terapeutiche con quelle artistico-espressive del mondo teatrale. Oltre alla conduzione di percorsi terapeutici di gruppo, mi sono formata anche per gli accompagnamenti in assetto individuale.
Gli strumenti che offro si nutrono inoltre dei miei viaggi presso comunità indigene dell’America Latina, con i loro saperi ancestrali, e dell’esperienza maturata nel mio percorso di maternità.
Dall’educatrice, dalla viaggiatrice, dall’artista e dalla madre nasce così il progetto Matrioska – Scenari Evolutivi.
Nel mio metodo non ci sono maestri né ricette, solo compagni di cammino che offrono strumenti affinati dallo studio e dall’esperienza. Ogni percorso è un viaggio dell’eroe che si dischiude passo dopo passo, come una matrioska che rivela strati nuovi man mano che ci si inoltra. È un cammino che si crea insieme, che arricchisce reciprocamente e in cui ogni passo è trasformazione.


Drammaterapia
Matrioska è un progetto di drammaterapia e crescita personale che utilizza il linguaggio del teatro, dell’arte e della creatività per accompagnare bambini, adolescenti, adulti, mamme e gruppi in percorsi di esplorazione, trasformazione e potenziamento delle proprie risorse interiori.
Attraverso l’azione scenica, il simbolo, il corpo e l’immaginazione, la drammaterapia permette di dare forma ai vissuti, riconoscere emozioni, sperimentare nuovi ruoli e attivare processi evolutivi profondi e sostenibili.
La matrice simbolica della drammaterapia, con i suoi strati che si aprono gradualmente verso il nucleo essenziale, rappresenta metaforicamente il viaggio verso sé stessi: un cammino che permette di integrare parti diverse della propria identità e riunirle in un equilibrio rinnovato.
Dramma:
Il termine si riferisce al teatro, ma anche alle altre forme di rappresentazione in cui la tendenza drammatica si manifesta, come nel gioco infantile (“come se…”) o nel rito.
Terapia:
accompagnare la persona a scoprire e potenziare le risorse creative, necessarie a orientare la propria trasformazione evolutiva.
La Matrioska come metafora di crescita
La matrioska è il simbolo dei percorsi di scoperta personale: un viaggio che, strato dopo strato, porta dall’esterno verso il nucleo più autentico di ciascuno di noi.
Aprire una matrioska significa rivelare ruoli, maschere e protezioni, fino a incontrare la “bambola seme”, la nostra essenza più vera.
Il lieve scricchiolio del legno che si apre racconta le resistenze e le fatiche di ogni cambiamento: passaggi talvolta difficili, ma necessari alla nascita di nuove consapevolezze.
Il Paradigma della Matrioska
Dall’osservazione attenta di questo oggetto, diventato parte del mio quotidiano attraverso le mani di mia figlia, è nato un vero paradigma drammaterapeutico fondato su tre leggi.
Prima Legge | Gestazione
La matrioska nasce dal seme: la bambola più piccola da cui tutte le altre prendono forma. Così un’idea, o una nuova parte di sé, cresce solo quando trova un ambiente fertile, accogliente e protettivo.
Seconda Legge | Parto
Per far emergere il seme occorre aprire ogni guscio, in un ordine preciso. È ciò che avviene nei processi creativi e nella nascita: un fluire che richiede apertura, ascolto e disponibilità al cambiamento.
Terza Legge | Post-Partum
Ricomporre la matrioska significa rimettere ogni parte al proprio posto, in un incastro armonioso. Dopo ogni nascita - reale o simbolica - segue un tempo di cura, integrazione e nuova possibilità.
Un modello per accompagnare i processi creativi ed evolutivi
In questo continuo aprire, rivelare e ricomporre, la Matrioska diventa un paradigma che guida il lavoro drammaterapeutico: un invito a riconoscere i propri strati, accogliere le trasformazioni e prepararsi a nuove gestazioni, dentro e fuori di sé.

